Nati tra i System Integrator, cresciuti con le aziende: lavoriamo con chi i sistemi li costruisce, li gestisce e li usa.
System Integrator
Società che realizzano progetti SAP e di integrazione per i clienti e devono difendere i margini mentre le giornate vendute diminuiscono.
Team IT interni
Competence center e team di delivery interni che vogliono lavorare con l’AI senza aspettare la roadmap di un vendor.
Team di business
Funzioni che vogliono l’AI dentro i processi, non nelle slide.
La delivery sta passando dalla piramide al rombo.
Il valore si concentra al centro: persone esperte che guidano l’AI e ne valutano il lavoro. È lì che si costruisce il margine, ed è lì che vanno investimenti e attenzione. La pressione è già arrivata: i clienti chiedono uno sconto perché usi l’AI, che tu la usi davvero o no.
Cosa cambia nel tuo modello di delivery.
L’AI cambia come si dà un prezzo ai risultati, come le persone imparano il lavoro e come si verifica la qualità.
Vendi in un altro modo
Oggi, a corpo o a tempo e materiali, il prezzo nasce ancora dalle giornate stimate. Se le giornate calano, il prezzo si lega al risultato e al rischio che ti prendi.
Formi le persone in un altro modo
Il lavoro operativo su cui i junior imparavano ora lo fa l’AI. I senior di domani si formano sul giudizio, su decisioni reali; altrimenti continui ad assumere analisti per una piramide che non esiste più. Un junior fa a mano poche analisi all’anno, per costruirsi un metro di giudizio, e ne valida molte di più prodotte dall’AI.
Cambia la governance
I controlli di oggi si basano su documenti di passaggio e firme di fine fase. Molti di quei documenti non servono più; altri diventano viste sempre aggiornate, generate dal lavoro stesso. Il controllo diventa una verifica continua: cosa è coperto, cosa è verificato, chi ne risponde.
Non facciamo consulenza tradizionale. Partiamo dall’AI.
Il cambiamento entra nei progetti, senza fermarli.
I team non possono smettere di consegnare mentre ripensano il modo di lavorare. Lavoriamo accanto a progetti veri e introduciamo l’AI un’attività alla volta, verificandola. La copertura tiene visibile il perimetro; sono i risultati a decidere quando il controllo può cambiare.
01 Capire il lavoro
Osserviamo come si lavora davvero: dove va il tempo, dove servono giudizio ed esperienza, quali dipendenze contano e cosa deve saper fare il sistema.
Cosa resta: un perimetro condiviso e la prima versione della coverage map.
02 Metterlo alla prova
L’AI lavora in parallelo al team su un filone reale del progetto. Prepara configurazioni, sviluppi, test e documentazione mentre il lavoro esistente va avanti.
Cosa resta: dati misurati su dove l’AI accelera il lavoro senza indebolire i controlli.
03 Introdurlo
Dove i risultati lo giustificano, il lavoro prodotto dall’AI entra nel flusso del progetto. La validazione delle persone resta esplicita e la coverage map si aggiorna dopo ogni ciclo verificato.
Cosa resta: un modello operativo sotto controllo, costruito con l’uso e non imposto dall’alto.
04 Estenderlo
Ciò che ha funzionato diventa una capacità riutilizzabile. Il metodo si estende ad altre aree di processo, team e progetti, e i revisori si formano direttamente sul lavoro vero.
Cosa resta: una capacità di delivery che scala e una nuova generazione di competenze.
Da un caso d’uso sotto controllo a una capacità di delivery che si riusa. Prima si dimostra, poi si estende.
Non un interruttore. Un dimmer, un’attività alla volta.
Introduciamo l’AI nel lavoro reale in modo graduale. Ogni attività si guadagna il suo livello di autonomia con risultati verificati, con responsabilità chiare e la supervisione delle persone.
L’interruttoreo tutto o niente
Il nostro dimmerun’attività alla volta; ogni tacca va guadagnata
un campione del lavoro resta sempre a una persona, a ogni tacca: così sappiamo se il segnale di fiducia è affidabile
La manopola avanza di una tacca alla volta, e solo quando la precedente risulta "verificata". Lo stesso percorso si ripete per ogni attività, una per volta. L’interruttore scatta tutto in una volta.
Il dimmer regola quanto l’AI fa da sola. La responsabilità resta esplicita; i controlli cambiano forma.
Se sei un System Integrator
Cresci senza aumentare le persone.
Più progetti senza assunzioni in proporzione, margini sui contratti a corpo e a risultato, un prodotto da portare nelle gare al posto delle giornate, e una nuova generazione di senior.
Delivery più veloce
Meno rischi sui progetti
Modello compatibile con i partner
Se guidi un team SAP interno
Cicli più brevi, governance intatta.
Lo stesso modello applicato al tuo competence center: personalizzazioni che vedi funzionare mentre l’analisi è ancora aperta, controlli che cambiano forma invece di sparire, persone che crescono più in fretta.
Cicli più rapidi
Governance intatta
Persone formate su decisioni reali
Con quali strumenti.
MOSAIC dentro il progetto: un consulente SAP virtuale senior accanto a ciascuno dei tuoi, in ogni fase dall’assessment all’AMS. Dalla piattaforma così com’è a componenti con il tuo marchio: la scelta tecnologica può aspettare i numeri del pilota.
Sostituite i System Integrator o gli strumenti che usiamo?
No. Lavoriamo accanto ai System Integrator e alimentiamo i tuoi strumenti di governance con risultati strutturati. TFB non sostituisce i tuoi sistemi: aiuta le tue persone a lavorarci meglio.
Cosa vuol dire "niente consulenza tradizionale"?
Non vendiamo giornate e non costruiamo piramidi. Ogni collaborazione parte dall’AI: persone esperte la guidano e ne valutano il lavoro, la delivery si paga a risultato e l’autonomia dell’AI cresce solo con risultati verificati.
Farete concorrenza alla nostra practice?
Nell’advisory no: i progetti li porta avanti il tuo team, con il nostro modello, e noi restiamo al suo fianco senza prendere il suo posto. Quando realizziamo noi un progetto lo diciamo chiaramente, e lavoriamo in co-delivery con i partner quando è la soluzione giusta.
Come si paga l’advisory?
Su un perimetro definito. Diagnosi e affiancamento hanno obiettivi, ambito e compensi definiti in partenza, misurabili e reversibili.
Che fine fanno i documenti di progetto?
Spariscono i documenti che servivano solo a passare informazioni tra specialisti. Diventano centrali gli strumenti di copertura e di verifica. Molti documenti diventano viste sempre aggiornate, generate dal lavoro stesso. Decisioni delle persone, passaggi fisici e responsabilità restano esattamente dove sono.
Quanto dura una diagnosi?
Da due a quattro settimane. Guardiamo come lavora davvero il tuo team, dove vanno le ore e dove servono giudizio ed esperienza, e scegliamo insieme da dove partire con un pilota.
Per cominciare basta un caso concreto.
Raccontaci dove oggi fate più fatica. Ti rispondiamo entro due giorni lavorativi con una prima valutazione e, se ha senso, ti proponiamo una call.